Cosa succede quando si cambia fornitore luce e gas

Cambiare fornitore è un diritto garantito dalla legge e non comporta costi tecnici di switching.
Occorre però verificare nel contratto attuale l’eventuale presenza di condizioni economiche legate alla durata dell’offerta, ove previste.
Ecco come funziona il processo, passo per passo.

Il quadro normativo: cosa garantisce la legge

Il diritto a cambiare fornitore di energia è sancito dalla normativa europea e recepito in Italia attraverso le delibere ARERA. In base alla regolamentazione vigente, ogni cliente (domestico o business) può cambiare fornitore di energia elettrica o gas in qualsiasi momento, senza dover fornire motivazioni e senza costi aggiuntivi nella quasi totalità delle offerte del mercato libero.

La continuità della fornitura è garantita dalla rete di distribuzione, che rimane invariata indipendentemente da chi vende l’energia. Cambiare fornitore significa cambiare il venditore, non l’infrastruttura fisica che porta luce e gas a casa tua.

Nota bene

La rete di distribuzione (i cavi, le tubature, il contatore) è gestita dal distributore locale (e-distribuzione, Italgas, A2A Reti, ed altri) ed è del tutto separata dal fornitore commerciale.
Il passaggio da un venditore all’altro non tocca quella infrastruttura.

I tempi del passaggio: luce e gas a confronto

I tempi di switching differiscono tra energia elettrica e gas, e dipendono dal tipo di operazione.

GIORNO 0

Firma del contratto con il nuovo fornitore
Il processo inizia quando accetti l’offerta del nuovo fornitore (online, al telefono o allo sportello).
Il nuovo fornitore si occupa di comunicare il cambio al distributore locale.

ENERGIA ELETTRICA

Elaborazione della pratica di switching
I tempi del cambio fornitore dipendono dalla data di sottoscrizione, dai cicli amministrativi di switching e dalla tipologia di fornitura. Per l’energia elettrica, ARERA ha approvato una riforma del processo di cambio fornitore che prevede, per i clienti domestici non morosi, una procedura tecnica ridotta a 24 ore lavorative*, fermo restando il completamento complessivo entro tre settimane secondo le condizioni previste dalla regolazione

GAS NATURALE

Attivazione per il gas naturale
Per il gas naturale i tempi seguono procedure specifiche di switching e dipendono dai cicli amministrativi previsti per la fornitura.

A PASSAGGIO COMPLETATO

Lettura di subentro e prima bolletta

Alla data di switching, il distributore registra una lettura del contatore. Il vecchio fornitore emette la bolletta di chiusura basata su quella lettura; il nuovo fornitore parte da quel valore per le bollette successive.

* ATTENZIONE: la procedura tecnica ridotta a 24 ore riguarda il settore elettrico e non deve essere estesa automaticamente al gas naturale

Prima di procedere: cosa verificare
Penali di recesso anticipato

La maggior parte delle offerte del mercato libero non prevede penali per recesso. Le offerte PLACET (la categoria di offerte standardizzate introdotta da ARERA) ne sono esplicitamente escluse.
Tuttavia alcune offerte a prezzo fisso con durata determinata possono includere questa clausola. Verificala nella scheda sintetica del contratto attuale prima di procedere.

Preavviso di recesso

Il recesso può essere soggetto ai termini di preavviso previsti dalle condizioni contrattuali e dalla regolazione applicabile. È sempre opportuno verificarli nella scheda sintetica e nelle condizioni generali di contratto. Richiederle al proprio fornitore attuale è sempre possibile.

Bollette in sospeso

Il cambio fornitore non estingue i debiti eventualmente aperti con il fornitore precedente.
Le bollette non pagate restano a carico del cliente indipendentemente dal passaggio.

Dove trovare le condizioni del contratto attuale

La documentazione contrattuale e le condizioni economiche dell’offerta devono essere conservate dal cliente al momento della sottoscrizione.
In caso di necessità, possono essere richieste al fornitore attraverso i canali di assistenza.

Cosa fare se si riscontrano problemi durante il passaggio

In caso di interruzioni non autorizzate, ritardi superiori ai termini previsti o bollette di chiusura contestate, il primo strumento è il reclamo scritto al fornitore uscente o entrante.

In caso di problemi, il primo passo è inviare un reclamo scritto al fornitore interessato. Se la risposta non arriva nei tempi previsti dalla regolazione o non è soddisfacente, è possibile rivolgersi allo Sportello per il Consumatore Energia e Ambiente.

Per controversie di importo contenuto, la procedura di conciliazione obbligatoria davanti all’Autorità è più rapida e meno costosa di un ricorso giudiziario.

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